LAMY-CAILLAT “LES CAILLERETS”: UN PICCOLISSIMO DOMAINE CAPACE DI GRANDI RISULTATI

da | Dic 5, 2022 | NEWS E APPROFONDIMENTI

“Domaine Lamy-Caillat è il più eccitante produttore di Borgogna di cui non avete mai sentito parlare” William Kelley (Wine Advocate)

Fondata ne 2011 dal team marito-moglie (Sebastian Caillat e Florance Lamy) la tenuta Lamy-Caillat nasce dal desiderio di due bourguignon appassionati e talentuosi.

Appassionati perché amano e rispettano la loro terra che coltivano con metodo biologico per etica e convinzione (perché così va fatto!) e talentuosi perché Florance, è figlia d’arte. Il padre Remy possiede la tenuta Lamy-Pillot ed è in questa azienda di famiglia che, sia Florance (nel 1997) che Sebastian (nel 1998) sono entrati a far parte della produzione come enologi.

Nel 2008 un anziano vicino offre alla coppia le sue vigne in affitto; un’opportunità molto meno probabile di quanto si possa pensare. Colgono subito l’occasione e dopo qualche anno nasce Lamy-Caillat alimentata dall’idea comune di tornare al “buon senso” della vita di campagna capace di dare ascolto alla natura per far produrre al meglio le loro viti: una filosofia minimalista ed essenziale che rende i contadini umili e meticolosi prendendo invece le distanze dalla frenesia e dalle dinamiche di mercato.

Ancora oggi seguono l’azienda del padre di Florance ma la loro personalità e l’eccezionalità del terroir sono testimoniate dai loro vini, esclusivamente bianchi ed esclusivamente da uve Chardonay. Armando Castagno, uno dei massimi studiosi di Borgogna li definisce “una magnifica espressione del territorio”.

Per il ritmo particolarmente lento (a causa della bassa temperatura) con il quale parte la fermentazione alcolica prima e la malolattica poi, questi bianchi sono destinati ad avere una vita più lunga di quelli del resto delle tenute della stessa zona e potranno ancora svelare segreti del loro terroir a distanza di tempo.

Fin dalla prima annata di produzione i miglioramenti qualitativi sono stati in costante crescita, ma la svolta avviene nel 2013 con la decisione di prolungare il contatto sui lieviti sino a 28 mesi. Le pratiche di cantina (particolarmente fredde e umide) invece, è sempre rimasta la stessa, quella dell’antica tradizione dei bianchi di Borgogna a partire dalla pressatura in un vecchio torchio meccanico Valsin sino all’imbottigliamento che avviene a mano e direttamente dal serbatoio, senza filtraggio ma solo con chiarificazione per decantazione. Per limitare il tasso di ossidazione Sebastian ha inventato un macchinario che deposita un primo strato di cera sui tappi e poi un ulteriore strato prima dell’etichettatura a ridosso della vendita. La produzione è talmente minima da poter essere eseguita in maniera scrupolosa e artigianale e può vantare un’eccelsa “qualità” a discapito della “quantità”. 

Il Premier Cru “Les Caillerets” è prodotto in 3.500 bottiglie l’anno.

Les Caillerets è uno dei 4 micro appezzamenti di Lamy-Caillat che in totale raggiungono 1,2 Ettari di terreno nella zona di Chassagne-Montrachet nella Cote de Beaune meridionale.

Le vigne sono state piantate nel 1960 e nel 1982 in pendii di marna esposti ad est, pietrosi e quasi privi di suolo con argille profonde appena mezzo metro. Terre che sembrano progettate dalla natura per lo Chardonnay che infatti regala qui un vino sontuoso e straordinario di livello superiore alla media borgognana dei Premiers Crus.