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IL MERCATO DEL FINE WINE MANTIENE LA ROTTA STABILE IN ACQUE MACROECONOMICHE DIFFICILI

da | Ott 3, 2022 | ANALISI DI MERCATO, NEWS E APPROFONDIMENTI

Come anticipato nei Report del 1° trimestre 2024 inviati ai nostri Clienti, la Campagna En Primeur di quest’anno, potrebbe (il condizionale è d’obbligo) riservare parecchie sorprese. La situazione di Bordeaux in questo momento è molto complessa: la sovra-produzione, il cambiamento climatico, le politiche di prezzi, in alcuni casi indubbiamente scellerate ed infine il mercato Asiatico in forte crisi, hanno creato una situazione molto delicata. Per uscirne senza troppe “ferite” gli Chateau dovranno abbandonare la loro “innata nobiltà” – nonché quell’atteggiamento di noncuranza verso il mondo che li circonda – e scendere per la prima volta a patti con il mercato.

In questo momento il mercato attesta che i negociant, coloro che commercializzano i vini di Bordeaux, sono in forte crisi: difficile accesso al credito, costo del danaro troppo alto, scorte eccessive di magazzino. Tutto questo ha piegato le ginocchia di un sistema che ha funzionato alla perfezione per decenni. I motivi di questa crisi sono tanti ma, strano a dirsi, nessuno collegato alla qualità dei vini che invece è in costante aumento. Proprio così, Bordeaux sta vivendo un paradosso. La qualità dei vini non è mai stata così alta e per contro, il sistema di vendita della Place comincia a vacillare.

Dal 30 aprile 2024, inizia la più difficile e controversa campagna En Primeur degli ultimi decenni.

I vini che nel giro di circa un mese verranno messi in commercio sotto forma di “Futures” saranno quelli dell’annata 2023.

Dal punto di vista climatico è stata un’annata piuttosto calda ma non estrema, segnata da forti piogge a giugno che hanno dato vita ad attacchi di peronospera – a dir poco devastanti – e da un’ondata di calore estremo dopo Ferragosto. Nonostante questi due eventi, la stagione vegetativa è stata abbastanza classica e con meno stress idrico rispetto alle ultime annate. A differenza dell’annata 2022, osannata in maniera unanime dalla critica, la 2023 si presenta come un’annata da “Vigneron” ovvero una vendemmia per chi ha investito in studi approfonditi dei propri vigneti e per chi ha avuto il coraggio di fare scelte talvolta drastiche. I risultati lo confermano: non c’è una zona che prevalga sulle altre, come quasi sempre accade. I risultati migliori li hanno ottenuti gli Chateau che hanno meglio interpretato il clima dell’annata e che hanno fatto la cernita delle uve.

Proprio oggi, sono usciti i punteggi di uno dei critici più influenti di Bordeaux: William Kelley di Wine Advocate, la nota rivista americana fondata da Robert Parker. Nelle sue note di degustazione, sempre molto puntuali e approfondite, Kelley spiega che “l’eccellenza” in questa annata è riservata a pochissimi Chateau che sono ubicati in diverse denominazioni, sia a destra che a sinistra della Gironda.

Su una sola cosa però, possiamo essere certi: la 2023 non è un’annata che, salvo alcune eccezioni, ha fatto esprimere al meglio il Merlot. Essendo facilmente attaccabile da malattie fungine e con una predisposizione a maturare prima, questa annata lo ha messo in difficoltà poiché ha avuto un ciclo vegetativo troppo corto e veloce. Il Cabernet invece ha trovato condizioni più adatte per potersi esprimere meglio e dare grandi risultati.

Quali vini acquistare?

Quando si acquistano vini En Primeur, bisogna fare un paio di considerazioni:

  • I vini saranno disponibili per il consumo dopo circa due anni, prima si sarà solo proprietari di un certificato di proprietà.
  • Probabilmente questo sarà “l’unico” modo per acquistare alcuni vini particolarmente rari a prezzi corretti.

Fatte queste doverose precisazioni, per l’annata 2023 ci sentiamo di consigliarvi quattro vini particolarmente interessanti che hanno dato meravigliosi risultati.

Andiamo di seguito ad elencarli ed analizzarli:

Lafite Rothschild 2023

Indubbiamente il “First Growth” più celebre del Mondo. Situato a Pauillac, sulla riva sinistra del fiume. Composto quasi esclusivamente da Cabernet Sauvignon con il 6% di Merlot e 1% di Petit Verdot. Dal 2021 è in corso la conversione Bio che ad oggi riguarda 15 ettari della tenuta. Le uve vengono selezionate due volte con l’aiuto di visori ottici e la fermentazione si svolge in modo tradizionale. L’affinamento post fermentazione avviene in Barrique con leggera tostatura, prodotte nelle Tonellerie interne. Ogni annata viene travasata tre volte e chiarificata con il metodo tradizione più usato dai produttori: l’albume d’uovo.

Curiosità: per chiarificare tutta la produzione di Lafite occorrono 8.000 uova.

Punteggio di William Kelley: 97/99 centesimi

Lafleur 2023

Situata a Pomerol, sulla riva destra del fiume, probabilmente non è la tenuta più celebre di Bordeaux ma sicuramente quella che negli ultimi anni ha avuto i migliori risultati.

A differenza di quasi tutti gli altri Pomerol, l’uva principale non è il Merlot ma bensì il Cabernet Franc. La storia di questo iconico e ricercatissimo Chateau è molto curiosa e merita di essere raccontata.

La vera fortuna di questa tenuta è stata determinata dall’aver avuto come proprietari dal 1947 al 1987 una famiglia formata da due sorelle che, dopo la morte del padre, non hanno più cambiato nulla lasciando tutto così com’era, sia dal punto di vista dell’operato umano che dal punto di vista delle attrezzature utilizzate. Pensate che hanno rinunciato ai buoi e comprato trattori solo negli anni Ottanta; non hanno mai spiantato e nemmeno re-impiantato. Nemmeno a seguito delle devastanti gelate del 1956, che a Bordeaux hanno costretto quasi tutti gli Chateau a fare nuovi impianti, che in quegli anni seguivano regole votate alla grande produzione e meno alla qualità. Questa mentalità si era talmente diffusa che ha portato ad un “impoverimento” generalizzato cui Bordeaux ha fortunatamente posto rimedio ma solo dopo gli anni Ottanta. Gli attuali proprietari, la Famiglia Guinaudeau, ha semplicemente capito che la forza di Lafleur poteva continuare ad essere l’immobilità del suo Terroir, ed in un momento in cui molti produttori strizzavano l’occhio alla selezione clonale, ha messo in atto grandi studi di massa per preservare il patrimonio genetico della tenuta.

Il risultato è strepitoso: i loro due vini, sono entrambi ricercatissimi dai collezionisti e la piccola produzione, soprattutto se confrontata con quella degli Chateau più celebri, rende questi vini particolarmente adatti sia all’investimento che all’acquisto En Primeur in funzione del consumo perché rintracciarli al rilascio sul mercato, qualunque utilizzo ne vogliate fare, sarà quasi impossibile. Potreste anche aver fortuna, ma di certo non potrete trovarli ad un prezzo così favorevole.

Punteggio di William Kelley: 98/100 centesimi

Chateau Cheval Blanc 2023

Questa magnifica tenuta, situata a Saint Emilion, sulla riva destra del fiume, da molti anni ormai di proprietà del gruppo del Lusso LVMH, anche in un’annata difficile come la 2023 ha dato vita ad uno dei vini più entusiasmanti della denominazione. Uno dei pochi vini a base Merlot che abbia dato risultati sorprendenti. Ecco l’eccezione che conferma la regola!  È composto dal 52% di Merlot, 46% di Cabernet Franc e 2% di Cabernet Sauvignon. Il “restyling” della filosofia aziendale, messo in atto negli ultimi anni consente ora di vinificare separatamente tutte le 46 parcelle che compongono la tenuta che da ormai qualche anno è completamente certificata dal punto di vista Biologico. Le vigne sono circondate da siepi di fiori e tra i filari sono stati piantati alberi da frutto per consentire il massimo della biodiversità. I risultati sono assolutamente eccezionali ed infatti, la vendemmia a Cheval Blanc è stata la più ritardata della denominazione consentendo così alle uve di dare origine ad una complessità altrove introvabile.

Come spesso accade, l’acquisto di questa tenuta da parte di un Gruppo così grosso dell’alta moda suscitò parecchio fermento e molte voci commentarono accusando LVMH di avere interesse a realizzare guadagni a discapito della qualità. In molti temettero l’omologazione del gusto attraverso la standardizzazione del prodotto. Ora queste voci tacciono perché è il risultato a parlare.

Come già accaduto alle aziende acquisite nel tempo da questo Gruppo, la qualità non solo non è diminuita, ma è addirittura migliorata in modo esponenziale, basti pensare a Krug, Clos des Lambrays, Chateau d’Yquem e tante altre aziende.

Punteggio di William Kelley: 98/100 centesimi

Les Carmes Haut-Brion 2023

Questo vino e questa tenuta, ci sono molto cari. Infatti, abbiamo sempre puntato su di essa per far fruttare i nostri investimenti ottenendo eccellenti risultati.

È uno Chateau che si trova a Pessac Leognan nella riva sinistra del fiume ed è formato da un piccolo vigneto circondato da mura, ormai praticamente inglobato nella città di Bordeaux.

Il vino è composto dal 50% di Cabernet Franc, 30% di Cabernet Sauvignon e 20% di Merlot. Matura al 70% in Barrique nuove con leggera tostatura, per il 20% in botti grandi e per il 10% in anfore.

Les Carmes Haut Brion negli ultimi anni ha avuto una crescita qualitativa impressionante, attestata dai punteggi della critica e confermata dall’ interesse che ha suscitato fra il pubblico. Grazie anche ad un prezzo centratissimo, questo vino è diventato ormai introvabile e le allocazioni sono ovviamente sempre più stringenti. La sua caratteristica principale è l’estrema versatilità che consente ai fortunati proprietari di gustarlo anche in giovane età senza però precludere la longevità per chi volesse mantenerlo negli anni come per altri celebri vini di Bordeaux.

Punteggio di William Kelley: 97/99 centesimi

I vini oggetto di questa presentazione non hanno ancora un prezzo di uscita ma considerando l’annata e la situazione di mercato che abbiamo analizzato in precedenza, tutti gli esperti di settore si aspettano cali di prezzo, rispetto ai Vintage precedenti di almeno il 20%. Se così fosse, l’acquisto di questi vini sarebbe estremamente vantaggioso. Vi terremo aggiornati sulle uscite dei vini e solo nel giorno di uscita vi potremo dare anche il prezzo di vendita. I vini acquistati En Primeur saranno poi rilasciati nel primo semestre del 2025 e disponibili per la consegna al vostro domicilio. Nel caso in cui l’acquisto venisse fatto al fine di un investimento, i vini saranno acquistati in esenzione di Iva come consuetudine e poi, una volta rilasciati, saranno immagazzinati nei nostri magazzini doganali a nome del Cliente.

Per qualsiasi informazione su tutti i vini dell’annata 2023 di Bordeaux, contattateci senza riserve, saremo in grado di procurarvi qualsiasi vino, dal più blasonato al meno noto. Ricordatevi che i vini di Bordeaux non sono mai stati così buoni come ora e che vi potranno dare enormi soddisfazioni sia a scopo di investimento che per il puro piacere di metterli nella vostra cantina e sulla vostra tavola.

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