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Cosa fa il resto del mondo

da | 20 Ott 2022 | ANALISI DI MERCATO, NEWS E APPROFONDIMENTI

Grande richiesta per il Tignanello 2019, anche se in generale, nelle prime due settimane di Ottobre, l’Italia (33% di tutti gli scambi nella prima settimana) lascia spazio a Bordeaux e Borgogna.

Bordeaux ha rivelato una grande attività di scambi, quasi il 50% del totale e l’interesse dei mercanti ha riguardato in particolare le annate 2009 e 2019 sia per la riva sinistra con Chateau Mouton Rothscild che per quella destra con Chateau Figeac che ha raggiunto la quotazione di 217 Euro a bottiglia; complice per quest’ultimo, il fatto che sia stato promosso a Grand Cru Classe A. Nella seconda settimana però,  si verificata un’inversione di rotta e la Borgongna supera, non solo come flusso di mercato ma anche come incremento di prezzi, la regione Bordeaux.

Mentre queste regioni si scambiano continuamente le posizioni sul mercato, il resto del mondo non sta a guardare.

Nei primi dieci giorni di Ottobre Promontory (California, Napa Valley) rilascia Promontory 2017 affidandosi alla Place de Bordeaux ad un prezzo di 908 Euro a bottiglia. Un prezzo di base più alto del solito.

 Galloni (97/100) definisce vincente la scelta di aumentare i mesi in botte sino a 32 per creare armonia nella globalità degli elementi. Jane Anson invece gli dà 98/100 e lo definisce vino muscoloso e potente confermando la longevità (25 anni) preannunciata da Lisa P.Brown  che con 97/100  riconosce il buon risultato ottenuto visto la difficoltà dell’annata.

La California domina l’indice Rest of The World 60 (RoW60). È uno dei 7 sottoindici inclusi nel più ampio LIV-ex 1000 e replica l’andamento dei prezzi delle sei etichette leader nelle rispettive quattro regioni che gli altri sottoindici escludono: tre etichette provengono dalla California, una dall’Australia, una dalla Spagna e una dal Portogallo.

Nell’ultimo anno il RoW60 ha fatto registrare il terzo miglior rendimento (29%) dopo l’indice Borgogna 150 (36,8%) e lo Champagne 50 (47,8%): un risultato da non sottovalutare!

La Germania invece guida l’indice “Others” ottenendo una quota regionale degli scambi pari allo 0,9%, seguita dalla Svizzera con lo 0,4%.

Ma per tornare alle performance più soddisfacenti, non è possibile tralasciare quella che riguarda gli Champagne Rose: solo nell’ultimo anno il loro prezzo è aumentato del 29% rispetto all’anno precedente con una media del 96% rispetto a quello Bianco. Questo incremento sembra non turbare il mercato anzi, la richiesta è sempre crescente soprattutto nel vintage 2008. Infatti il Cristal 2008 (100/100 W.Advocate) costa 112,7% in più rispetto al Bianco, mentre il Dom Perignon 2008 Rose è incrementato del 75% sempre rispetto al Bianco. Quest’ultimo nel 2001 è stato il più scambiato fra i Rose.

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